Litigi e malintesi per le pulizie condominiali, esattamente come accade per altre questioni relative alla vita di condominio, sono ormai all’ordine del giorno.

Esistono due modi di occuparsi della pulizia e dell’igiene delle scale, uno è affidarne il relativo compito ad un’impresa di pulizie, la quale saprà di certo provvedere al meglio (almeno è quello che ci si auspica). L’altra strada è quella del "fai da te", certamente vantaggiosa in termini economici, ma che dà spesso origine a litigi e discussioni, complice il mancato rispetto dei turni e degli adeguati ed attesi standard di pulizia.

Dunque, è giusto chiedersi … quale delle due strade prendere?

 

Regolamenti e normative per la pulizia delle scale condominiali

Stando alla normativa suggellata nel nostro codice civile, sembra proprio che la pulizia delle scale, essendo queste ultime di proprietà di tutti i condomini, sia un’operazione alla quale tutti e proprio tutti, anche coloro che abitano al piano terra, devono contribuire, esattamente come ha luogo per la manutenzione e la ricostruzione delle stesse.

Se tanto è intuitivo, stesso non dicasi di certo per le modalità di attribuzione del compito di provvedere alle pulizie delle scale condominiali, le quali seguono criteri di votazione abbastanza artificiosi e complessi che volutamente omettiamo in questa sede.

In genere, il compito di provvedere alle pulizie delle scale condominiali viene affidato ad un’impresa di pulizie: è il caso, ad esempio, di edifici a più piani o di piccoli condomini in cui vivono persone che non intendono o non possono provvedere a rotazione alle pulizie.

Eh già, perché anche questa prassi, in tempi di crisi, risulta parecchio diffusa.

Pulizia eseguita dagli stessi condomini: come evitare imprevisti di ogni genere

Il problema numero uno da affrontare nel caso in cui l’assemblea stabilisca che le pulizie vadano eseguite dagli stessi condomini è quello di non essere in grado di eseguire un lavoro soddisfacente a prova di contestazioni. Altro problema, anche abbastanza annoso e frequente, al quale si deve far fronte in questo caso, è quello legato alla sicurezza in fase di pulizie.

Armarsi di scopa, paletta e straccio non è sufficiente: è opportuno infatti verificare come trattare il pavimento a seconda dei materiali con cui è fatto.

Potrebbe trattarsi - è il caso più frequente - di marmo, granito, gres porcellanato, ma anche di ceramica vetrificata e, sia pur meno di rado, di parquet in legno o cotto.

I prodotti dei quali avvalersi variano appunto in base al materiale ed il consiglio è quello di non farsi tanto influenzare dalla profumazione, che, per altro, è destinata a permanere solo per qualche ora, quanto al contenuto chimico che deve assolutamente essere adeguato alla pavimentazione.

Prodotti per la pulizia aggressivi rischiano di danneggiare irrimediabilmente le superfici: è opportuno, a tale proposito, utilizzare con cautela detergenti ed altri prodotti contenenti anti-calcare, candeggina e sgrassatori.

Meglio non utilizzarli affatto in caso di marmi e cotto, che potrebbero riportare qualche porosità in superficie.

Per finire, verifica la presenza costante di uno zerbino, che eviterà molte pedate.

Inoltre, non omettere quanto stabilito nel regolamento condominiale alla cui lettura ti converrà dedicare un po’ di tempo: esso, infatti, potrebbe contenere qualche inaspettata disposizione riguardante anche la pulizia condominiale.

 

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