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Disinfestazione Insetti Milano

blatte 2

Le blatte (o scarafaggi) appartengono all’ordine dei Blattoidei e alla famiglia delle Blattidae.

Nel nostro Paese le specie più diffuse sono:

SPECIE
HABITAT
COLORE
VITA MEDIA
LUNGHEZZA
ALIMENTAZIONE
Blattella Germanica
blattella GERMANICA
Abitazioni umide, dietro lavatrici e lavandini
Marrone chiaro
Da 20 a 30 settimane
1,3 cm (maschio)
1,6 cm(femmina)
Onnivora
Blatta Orientalis
blattella ORIENTALE
Intercapedini, scarichi e tubi
Marrone scuro
Da 5 a 26 settimane
2,5 cm (maschio)
3,2 cm (femmina)
Onnivora
Periplaneta Americana
blattella AMERICANA
Piani interrati, nei porti e nelle città di mare
Marrone castagna
Da 15 a 84 settimane
3,8 cm
Onnivora
Supella Longipalpa
Supella Longipalpa
Nei cassetti, all’interno di oggetti lignei, dietro ai quadri e sotto la carta da parati.
Marrone scuro
Da 13 a 45 settimane
1,3-1,6 cm
Onnivora


DANNI
Le blatte sono prevalentemente considerate sotto l’aspetto igienico, ma va ricordato che sono vettori di numerosi organismi patogeni, in quanto passano da ambienti altamente inquinati ad ambienti di vita normale per gli esseri umani, e quindi la lotta si rende sempre indispensabile.
 
COMPORTAMENTO
Ogni specie predilige posti e ambienti differenti in cui vivere: è evidente, quindi, quanto sia importante la esatta definizione e riconoscimento.
Ogni colonia è composta da individui di differente età (neanidi ed adulti) che utilizzano lo stesso ambiente e lo stesso cibo.

La lotta alle blatte
Per quanto attiene alle blatte, il metodo può essere così definito:

• monitoraggio delle aree infestate 
• utilizzo delle trappole per la cattura
• identificazione della specie
• pulizia e sanificazione
• chiusura di fessure e crepe
• nuovo monitoraggio delle aree infestate
• utilizzo di insetticidi adatti
• utilizzo di mastici e collanti (anche attivati) e silicone.
• eliminazione di ogni perdita di acqua, e dell’umidità che si forma attorno ai tubi
• eliminazione di ogni residuo di cibo compresi i mangimi per gli animali domestici
• deposito temporaneo di immondizie e rifiuti in appositi contenitori con coperchio
• verifica del risultato

Per ottenere un buon risultato, si deve modificare l’ambiente rendendolo il più possibile inadatto alla loro sopravvivenza.

DOVE TRATTARE

Poiché ogni specie ha un suo habitat preferenziale, è necessaria la sua individuazione, per poter averne il controllo.

SUGGERIMENTO

Se possibile, ricorrere a personale specializzato perché:
1. L’esperto può valutare attentamente la situazione
2. Può predisporre un buon piano d’azione
3. E’ abilitato a tutte le operazioni necessarie
4. Il suo intervento è sicuramente più efficace


 

acaro


Gli acari
della polvere di casa (Dermatophagoides pteronissinus e farinae) sono piccoli organismi, visibili solo al microscopio, che si trovano negli ambienti ove vivono uomini e animali.

Sono capaci di provocare dermatiti, forme acute di asma e riniti persistenti.

Grandi appena un terzo di millimetro, questi acari si riproducono a ritmo elevato e si cibano  della forfora prodotta dal normale ricambio della nostra pelle, ma oltre alle particelle di pelle, l'elemento determinante per la proliferazione degli acari è in realtà lo sperma essiccato che si deposita all'interno dei materassi per un totale che secondo stime attendibili ammonta a circa 900 milligrammi alla settimana.

Da quanto detto è chiaro che le sedi della casa in cui gli acari sono presenti in maggiore quantità sono il letto (materassi, cuscini,piumini, coperte) e le poltrone imbottite, arredi sui quali trascorriamo molto tempo e nei quali si creano le migliori condizioni di temperatura e umidità. Sono infatti favoriti dall'umidità e da temperature comprese tra i 13 e i 24 gradi centigradi mentre temono il caldo e il secco e non sopravvivono ad altezze superiori ai 2000 metri..
Ciò spiega anche gli starnuti improvvisi e numerosi che assillano i soggetti sensibili non appena mettono piede nel letto. Un singolo materasso di lana può contenere infatti fino a un milione di acari.

Da queste sedi gli acari si diffondono nell'ambiente circostante, annidandosi preferenzialmente nei materiali che raccolgono più polvere (pavimenti, tappeti, moquettes, tendaggi, peluches, libri). Preferiscono comunque oggetti costituiti da materiale naturale (ad esempio lana) piuttosto che sintetico.

Una delle specie più studiate, il Dermatofagoide pteronissirnus, simile nell'aspetto ad un grasso pidocchio provvisto di otto zampette cheratinose, produce almeno sei tipi di sostanze irritanti, ciascuna legata a un diverso tipo di allergia. La sostanza irritante più comune è una glicoproteina prodotta negli escrementi di questi animaletti .

Per prevenire l'allergia nei soggetti predisposti, oppure per ridurre i sintomi nei soggetti già allergici agli acari, è necessario diminuire il numero di acari presenti nella propria casa.
Ciò si può fare nei seguenti modi:

  • Chiudere materassi e cuscini in fodere impermeabili agli allergeni ma traspiranti.
  • Lavare a 60°C lenzuola, federe, coperte e coprimaterassi ogni due settimane.
  • Rimuovere dalle camere da letto tappeti, moquette e tendaggi.
  • Dotare i condizionatori d’aria di filtri ad alta efficacia nel catturare particolati organici di piccole dimensioni (acari e frammenti di acaro).
  • Utilizzare sistemi di ombreggiamento non in tessuto, ad es. veneziane.
  • Lavare periodicamente i pupazzi ed i giochi in stoffa dei bambini.
  • Utilizzare maschere filtranti antipolvere quando si devono compiere lavori che comportano notevole   spostamento di vestiti e tessuti in genere.
  • Utilizzare aspirapolvere dotati di filtri ad alta efficacia, gestire la polvere aspirata con attenzione.

Vi sono ovviamente diversi prodotti ad azione acaricida a base di Deltametrina, Esbiotrina, PBO, Cipermetrina, Tetrametrina, D-phenotrin, i quali però presentano tutte le controindicazioni dei disinfestanti piretroidi ad azione residuale, ovvero la tossicità anche per l’uomo e per gli animali domestici.
Per tali motivi consigliamo il trattamento con Ozono.


Le zanzare  presenti in Italia, appartengono a due sottofamiglie:

anofelino Anofelini (Anopheles)
culicidae Culicini (Culex, Mensonia e Theobaldia)


Cui si è aggiunta la Zanzara Tigre (Aedes albopictus)

zanzara-tigre Zanzara Tigre (Aedes albopictus)


Trattamento antilarvale
La lotta alle larve è il mezzo principale, anche se richiede l’intervento su un vasto comprensorio. Per questo motivo solo un intervento pubblico è possibile.

Vengono suggerite tre fasi:
1. censimento: devono essere individuati i focolai larvali
2. controllo: i focolai vengono tenuti sotto osservazione regolarmente per verificarne la consistenza, i cambiamenti e principalmente lo stadio delle larve per ottimizzare il momento utile al trattamento, in base ai diversi p.a.
3. trattamento:
o il prodotto più utilizzato sulle grandi superfici è il Bacillus thuringiensis v. isr.
o in casi di acque putride o contenenti molta sostanza organica, intervenire con altri prodotti ( es. temephos, chlorpyryfos, deltametrina ecc.)

Trattamento adulticida

I tradizionali metodi di lotta, si possono suddividere in:

Mezzi chimici

• Esalazioni di sostanze insetticide e repellenti (aerosol, piastrine, fumiganti, zampironi)
• Trattamenti alle pareti, infissi, serramenti, lampadari con prodotti a base di piretro e/o piretrine sintetiche (es. deltametrina)
• Trattamenti alle zone circostanti (alberi, cespugli, ecc.) attorno alle case con prodotti ad azione residuale

Mezzi fisici

• Reti (zanzariere)
• Lampade con griglia elettrica (catturano tutto ma poche zanzare)
• Ci sono oggi utili indicazioni per l’utilizzo di impianti che emettono anidride carbonica, che attira le zanzare, che poi vengono eliminate. E’ un sistema selettivo che colpisce solo le zanzare (e quindi non modifica l’ambiente e non colpisce gli insetti utili) con una buona zona coperta attorno alle case.
• Ozono

appartengono alla famiglia dei Culicidi, insetti caratterizzati da addome lungo e stretto e apparato boccale che forma un lungo rostro atto a pungere e succhiare.
Le uova vengono deposte nell’acqua; larve e ninfe sono acquatiche e si portano ogni tanto in superficie a respirare disponendosi in maniera diversa per le due sottofamiglie.
I maschi adulti si nutrono di succhi vegetali, mentre le femmine attaccano animali a sangue caldo (per lo sviluppo delle uova necessitano di sangue).

Possono trasmettere gravi malattie (Anofele: nei climi caldi malaria, febbre gialla ecc .).