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Pulizia pavimenti duri a Milano, Varese e Novara

Materiale naturale per eccellenza, generalmente viene estratta dalle cave.

Per essere utilizzata come rivestimento di pavimentazioni, la pietra, una volta posata, viene sottoposta a processi di levigatura e di finitura che conferiscono caratteristiche diverse a seconda delle modalità con cui sono condotti.

La levigatura è un'operazione che, generalmente, viene eseguita, sul pavimento grezzo, dal posatore, che si avvale di una macchina a mola adeguatamente pesante.

La finitura può essere effettuata con tre tipi di trattamento:

  • Piombatura
  • Cristallizzazione
  • Inceratura

Tra i tipi usati più frequentemente citiamo:

MARMO

marmoRoccia cristallina, da decorazione e/o costruzione, compatta, lucidabile, prevalentemente costituita da carbonato di calcio e minerali di diversa durezza (Es. Marmo bianco di Carrara, ma ne esistono di colore e venature differenti).

TRATTAMENTO: piombatura, cristallizzazione, inceratura.

AVVERTENZE: il lavaggio con detergenti acidi provoca corrosione.

TRAVERTINO

travertino

Roccia calcarea sedimentaria di deposito chimico, con caratteristica struttura vacuolare. Alcune varietà sono stuccate e lucidabili.

Di colore biancastro, si differenzia dal marmo anche per la sua caratteristica porosità.

TRATTAMENTO: piombatura, cristallizzazione, inceratura.

AVVERTENZE: il lavaggio con detergenti acidi provoca corrosione.

GRANITO

granitoRoccia fanero cristallina, compatta, non porosa, è tra le pietre più dure destinate alla pavimentazione.

La sua compattezza pone notevoli problemi di ceratura: con la cera lucidabile, il granito diventa normalmente scivoloso, mentre le tradizionali cere metallizzate vi aderiscono malamente.

Diventa scivoloso quando è bagnato

TRATTAMENTO: piombatura.

AVVERTENZE:nel caso di graniti piombati, evitare il lavaggio con detergenti acidi.

ARDESIA

ARDESIAPietra di colore grigio-topo, molto fragile, a struttura lamellare.

Se non trattata, nel tempo continua a "sbiancare".

Ciò avviene in maniera uniforme e ne costituisce una apprezzata caratteristica.

TRATTAMENTO: impregnanti speciali per pietre.

AVVERTENZE: non richiede particolari attenzioni

AGGLOMERATI DI PIETRA (di origine calcarea)

Si tratta di un insieme di pietre di origine calcarea frantumate e "legate" dal cemento.

A seconda della dimensione delle pietre e dell'origine (o del disordine) con cui sono sistemate, gli agglomerati hanno assunto con il tempo nomi diversi.

MOSAICO

mosaicoE' formato dall'accostamento di piccoli frammenti (tessere), più o meno regolari, di pietre calcaree eterogenee e di colori diversi, che formano un disegno.

 

 

GRANIGLIA

granigliaSi tratta di pezzetti più o meno fini di pietra e cemento applicati al pavimento "a gettata" quindi lisciati con spatola e successivamente levigati.

 

 

CEMENTO AL QUARZO

cemento al quarzoAl cemento grezzo possono essere aggiunte sostanze indurenti, quali il carborundum, oppure "polvere" di quarzo, di basalto, di granito, ecc..., allo scopo di aumentare il grado di resistenza all'abrasione.

L'applicazione di queste sostanze viene eseguita in un secondo momento per mezzo di apposite macchine.

Normalmante è rosso, oppure grigio-verde.

TRATTAMENTO: con impregnanti a base solvente, resine a base acquosa o, incasi particolari, inceratura.

AVVERTENZE: alcuni tipi necessitano di un preventivo e accurato lavaggio acido.

RESINA SPATOLATA

E' un impasto di materie plastiche e di carica inerte che viene versato direttamente sul pavimento, con una gettata unica, e quindi spatolato e calandrato.

Le materie utilizzate possono essere varie, a seconda dei casi, e formare dei films continui con caratteristiche e colorazioni diverse.

E' una pavimentazione che trova utilizzo sulle navi o in ambienti dove non si vogliono giunte o scanalature o saldature sul pavimento.

TRATTAMENTO: nessuno in particolare.

AVVERTENZE: nessuno in particolare.

E' probabilmente il più antico manufatto di traformazione naturale nella storia dell'uomo.

Si tratta di un impasto di argilla, o altre terre, e acqua fatto seccare al sole o cotto in apposito forno, dopo avergli dato la forma desiderata.

Per quanto concerne il pavimento, il più antico esempio di cotto è il mattone pieno, utilizzato anche per le opere murarie.

Successivamente, la tipica forma del mattone si è trasformata in piastra quadrata o rettangolare.

Ha una porosità molto accentuata, per cui assorbe molto sporco e si macchia facilmente in maniera quasi irrecuperabile.

Può trovarsi allo stato grezzo o levigato. Alcuni tipi di cotto vengono proposti con un indurente superficiale che dovrebbe sostituire la levigatura.

I cotti si distinguono a seconda della compattezza (porosità) e della provenienza.

Quelli compatti presentano maggiori capacità di assorbimento dell'umidità ed è su questi che si sviluppano maggiori problemi di efflorescenza.